THYSSEN: rapporto segreto, operai e parenti amareggiati

2008-01-13 19:45
Thyssen: rapporto segreto, operai e parenti amareggiati
TORINO - "Io una star in tv? Io non ci sono mai andata in televisione
a parlare di mio marito Angelo, morto bruciato dalle fiamme della Thyssen,
anche se mi hanno chiamato Matrix, Porta a Porta, Piazza Grande, e tanti
altri, ma adesso ci andrò, andrò a farmi pubblicità come dicono loro".

A parlare è Sabina Laurino, moglie di Angelo, uno dei 7 operai morti
nel rogo di Torino del 6 dicembre. Sabina Laurino si dice sconcertata per
quanto apparso oggi sul Corriere della Sera, circa un presunto rapporto
segreto inviato da un responsabile di Thyssen Italia ai vertici tedeschi per
disegnare la situazione torinese dopo la tragedia.

"Ma come si permettono di insultarci così? - aggiunge la vedova
Laurino - io mi ero un po' calmata, stavo cercando il mio equilibrio perso
da quel giorno, ma adesso mi fanno venir voglia di gridare di nuovo la mia
rabbia. Adesso sì, ci andrò in televisione, se mi chiameranno ancora. Ma
cosa credono? Che uno, anzi sette uomini muoiono in fabbrica e la gente deve
pure stare zitta? E se andare in televisione, parlare con i giornalisti
serve perché nessuno dimentichi, allora, per favore, andiamoci tutti".

Poi il tono si fa più pacato, la voce si rompe: "Io ho ancora l'incubo
di quella maledetta notte, non ho tolto un solo vestito dall'armadio dei
vestiti di Angelo perché spero sempre che torni, anche se so che non tornerà
mai più. I miei figli me lo dicono tutti i giorni, hanno 11 e 14 anni, ma
forse sono più forti di me, a me sembra di non farcela più". Antonio
Boccuzzi, l'unico sopravissuto alle fiamme, si dice amareggiato e parla di
"un tentativo di intimidazione nei confronti degli operai".

"Se lo scopo era quello di far uscire sui giornali questo rapporto
segreto - ha aggiunto l'operaio oggi, reduce di una trasmissione su La7 oggi
in diretta proprio sulla Thyssen, insieme al deputato di Forza Italia,
Roberto Rosso e Giorgio Cremaschi della Fiom - allora volevano intimidirci.
Se questo non è, allora è lo scritto di uno che si deve solo vergognare. In
ogni caso come si può parlare di star in televisione a proposito di persone
che vanno a parlare della morte dei propri cari in tv? Noi eroi? Ma dove?
Eroi sono loro 7 che sono morti in una fabbrica che avrebbe chiuso poche
settimane dopo, loro che con la loro morte hanno probabilmente salvato tanti
altri perché l'incendio avrebbe potuto essere anche molto più vasto".

Circa i riferimenti fatti nel rapporto al passato di Torino, vista
come una culla per le Br, e al governo Prodi che trarrebbe vantaggio dal
tanto parlare intorno ai fatti della Thyssen, Boccuzzi ha detto: "Mischiare
tristezze italiane con una vicenda così dolorosa come questa, una storia di
cronaca industriale è un brutto scivolone, mi auguro che tutto questo sia il
frutto di un singolo e non il pensiero dei vertici dell'azienda per la quale
ho lavorato e tanto meno del popolo tedesco".