Una maglietta speciale per ricordare I
gol li dedichiamo ai nostri ragazzi
Repubblica — 17
febbraio 2008 pagina 5 sezione: TORINO
cronaca) gian luca favetto E' una
partita di calcio ed è una giornata speciale. Diventa un sorriso quando
Marco Pappalardo del reparto Finiture, il numero 11, colpisce di collo pieno
e il pallone va. La traiettoria è lenta, inesorabile. A palombella. Si
insacca sotto il sette alla sinistra del portiere. L' estremo difensore
comunale alza le braccia. E' un segno di resa, non un tentativo di parata.
In campo gli operai esultano e si abbracciano. In panchina si guardano e
sorridono: "Questa la dedichiamo ai ragazzi, va" - dicono. I ragazzi sono
quelli che non ci sono più, Rocco, Beppe, Bruno, Angelo, Roberto, Tony,
Saro: Rocco Marzo 44 anni, Giuseppe Demasi 26, Bruno Santino 26, Angelo
Laurino 43, Roberto Scola 32, Antonio Schiavone 36, Rosario Rodinò 26, le
sette vittime del rogo alla Thyssen. Compagni, parenti e amici di quelli che
sono qui adesso e giocano e applaudono e tifano e segnano anche per loro.
Gli applausi del pubblico sono dediche affettuose che mescolano felicità e
dolore. C' è una bella atmosfera. Ci sono i bambini, i ragazzi, i vecchi. C'
è il gioco. Ci si diverte. Ma appena una frase, un gesto, un' immagine
rimandano alla tragedia e alle vittime, gli occhi s' inumidiscono. «Quello
che vedi è l' adrenalina che abbiamo dentro che ci spinge a voler tirare
fuori qualcosa di buono anche da una tragedia così terribile» - spiega
Antonio Boccuzzi, il compagno sopravvissuto all' esplosione di fuoco, ieri
presentato orgogliosamente da Veltroni come candidato alle elezioni
politiche. A Roma all' assemblea costituente del Pd non c' era, "perché il
mio posto è qui", dice. Sarebbe un buon terzino: non può giocare per le
precarie condizioni di salute. Accanto a lui, Ciro Argentino, il combattivo
delegato Fiom con il megafono, indomabile energia e battuta pronta, parla di
pallone e politica: sarà probabilmente candidato anche lui alla Camera dalla
Sinistra Arcobaleno. In campo sta correndo Giovanni Pignalosa, altro
responsabile sindacale unitario, testimone dell' orrore di quella notte,
quando ha provato a soccorrere i compagni. Vederlo giocare è vedere un uomo
angosciato ritornare scugnizzo felice. Una partita di pallone è soltanto una
partita di pallone, qualcosa che può sembrare uno sfogo, una sospensione
dalla vita vera. Però può essere bella. Il gioco può essere bello. Può
servire a ricordare con un sorriso. Con questa intenzione il gruppo sportivo
Cit Turin e il suo presidente Angelo Frau hanno organizzato ieri al Parco
Ruffini un quadrangolare di calcio fra i lavoratori della ThyssenKrupp, gli
amministratori comunali torinesi, i vigili del fuoco e l' As Cit Turin. Sei
partite di trenta minuti l' una, più un' esibizione della scuola calcio. Una
manifestazione intitolata "Lavorare in sicurezza" per testimoniare il
sostegno alle famiglie degli operai morti e per sensibilizzare il mondo
dello sport sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Tutti sono scesi
in campo indossando, sopra le divise da gioco, una maglietta bianca con le
foto dei sette uomini bruciati la notte del 5 dicembre. Uno di loro è sceso
con una t-shirt nera sotto la maglia azzurra con il numero 10. Aveva
stampata la foto del fratello Bruno. Era Gigi Santino, anche lui impegnato
nel reparto Trattamenti termici e decappaggio chimico, alla linea 5, dove è
esploso l' inferno. L' ha mostrata a tutti quando ha segnato il secondo gol
contro gli amministratori comunali. Neanche un minuto dopo il primo. Una
rasoiata tesa, bassa, da destra a sinistra. Poi arrivano il terzo e il
quarto gol contro la squadra guidata da Passoni, Coppola e Angeleri. Le
altre partite vanno come vanno. I vigili del fuoco vincono il torneo. I
ragazzi della Thyssen si portano a casa una promessa con il sorriso: non si
dimentica. Schiavone 36 anni, è stata la prima vittima del rogo, morto
dentro lo stabilimento Demasi 26 anni, l' ultima vittima, deceduto il 30
dicembre. la thyssen contestata ai funerali Marzo Capoturno, 54 anni, è
morto il 16 dicembre. aveva ustioni sull' 80% del corpo Scola 32 anni, è
deceduto il mattino del 7 dicembre nel reparto rianimazione del cto -
GIAN LUCA FAVETTO
