L’acciaieria è un impianto industriale che serve per la produzione dell’acciaio.
Le acciaierie che utilizzano ghisa liquida da altoforno ed il convertitore sono definite a ciclo integrale, quelle che partono dal rottame ferroso, fondendolo al forno elettrico, sono definite acciaierie elettriche.
Dopo essere stato fuso il materiale viene colato dal forno alla lingottiera, da dove si ottengono i lingotti, o immesso alla macchina di colata continua, da dove si ottengono le brame. Il materiale così ottenuto subisce in seguito successive lavorazioni, quali:
1) laminazioni a caldo e a freddo, per ottenere un prodotto adatto a produrre nastri, lamiere, tubi ecc..
2) decapaggio meccanico e chimico, atto ad eliminare gli strati di ossidi superficiali formatisi durante la lavorazione.
Nell’immaginario collettivo si pensa ad un’acciaieria come ad una fabbrica dove si trovano i forni di colaggio mentre, in realtà, un’acciaieria non ha necessariamente un forno, ma è anche impianti di laminazione a caldo e a freddo, impianti per il trattamento termico e linee di taglio.
Indifferentemente che vi siano o no forni, l’acciaieria è pur sempre un ambiente molto duro e pericoloso per i lavoratori, per la presenza di materiali incandescenti, acidi e fumi.
Nonostante la tecnologia, negli ultimi decenni, abbia fatto progressi mirati a migliorare i processi produttivi e le condizioni di lavoro, gli operai ancora oggi si trovano ad affrontare problemi ambientali e di sicurezza. Sono queste complicazioni che fanno sì che lo spirito di corpo, solidarietà e amicizia tra compagni di lavoro abbiano radici molto più profonde che non in altre realtà lavorative.
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